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 Le sanzioni disciplinari Minimize

 

 

Il sistema della disciplina del personale docente della scuola è rimasto invariato rispetto all'ordinamento del Testo Unico approvato con il decreto legislativo 16 aprile 1994 , n.297, per il personale docente.

L'articolo 56 del CCNL del 4 agosto 1995 ha rinviato la definizione di nuove norme in materia, che riguarderanno il personale docente, ad un successivo accordo da stipularsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di riordino degli organi collegiali. Tale rinvio è stato confermato dall'art. 88 del CCNL del 24 luglio 2003, che ha previsto però l'attivazione della contrattazione in materia disciplinare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di riordino degli organi collegiali della scuola.

Per il personale ATA, invece, è stato definito nel medesimo CCNL del 1995 un nuovo sistema di norme disciplinari, analogo a quello contenuto nel contratto dei dipendenti dei ministeri.

 

IL PERSONALE DOCENTE

 

Le sanzioni

In caso di violazione dei propri doveri, al personale docente possono essere in flitte le seguenti sanzioni:

a. avvertimento scritto: costituisce il primo grado di sanzione disciplinare e consiste nel richiamo all'osservanza del proprio dovere;

b. censura: consiste in una dichiarazione di biasimo scritta e motivata, relativa a mancanze non gravi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri d'ufficio;

c. sospensione dall'insegnamento: consiste nel divieto di esercitare la funzione docente, con la perdita del trattamento economico ordinario.

Viene inflitta fino ad un mese per:

atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione o per gravi negligenze in servizio;

violazione del segreto d'ufficio inerente ad atti o attività non soggetti a pubblicità;

omissione di atti dovuti in relazione ai doveri di vigilanza.

Viene inflitta da oltre un mese a sei mesi:

nei casi descritti in precedenza, qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità;

per uso dell'impiego ai fini di interesse personale;

per atti in violazione dei propri doveri che pregiudicano il regolare funzionamento della scuola e per concorso negli atti stessi;

per abuso di autorità.

d. sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio per un periodo di sei mesi e utilizzazione in compiti diversi: è inflitta per il compimento di uno o più atti di particolare gravità integranti reati puniti con pena detentiva non inferiore nel massimo a tre anni, che siano non conformi ai doveri specifici inerenti alla funzione e denotino l'incompatibilità del soggetto a svolgere i compiti del proprio ufficio nell'esplicazione del rapporto educativo.

Questa sanzione opera a seguito di sentenza passata in giudicato ovvero di condanna in primo grado confermata in appello ed in ogni altro caso in cui sia stata inflitta la pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici o della sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori.

e. destituzione: consiste nella risoluzione del rapporto di lavoro.

Viene inflitta:

per atti che siano in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione;

per attività dolosa che abbia portato grave pregiudizio alla scuola, alla pubblica amministrazione, agli alunni e alle famiglie;

per illecito uso o distrazione dei beni della scuola o di somme amministrate o tenute in deposito, o per concorso negli stessi fatti o per tolleranza di tali atti commessi da altri operatori della medesima scuola o ufficio, sui quali, in relazione alla funzione, si abbiano compiti di vigilanza;

per gravi atti di in ottemperanza a disposizioni legittime commessi pubblicamente nell'esercizio delle funzioni, o per concorso negli stessi;

per richieste o accettazione di compensi o benefici in relazione ad affari trattati per ragioni di servizio;

per gravi abusi di autorità.

 

Le competenze e le procedure

La sanzione dell'avvertimento scritto è inflitta dal Dirigente Scolastico.

La sanzione della censura è inflitta dal Dirigente del CSA della provincia ove il personale presta servizio.

Le sanzioni della sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio sono inflitte dal CSA se si tratta di personale

appartenente ai ruoli provinciali e dal Direttore Generale Regionale se si tratta di personale appartenente ai ruoli nazionali, su conforme parere del Consiglio di Disciplina del Consiglio Scolastico Provinciale o del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, a seconda che si tratti di personale docente della scuola materna, elementare e media ovvero di personale docente degli istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica.

La sospensione dall'insegnamento o dall'ufficio con utilizzazione in altri compiti e la destituzione sono in ogni caso competenza del Ministro della Pubblica Istruzione.

Sotto il profilo procedurale è necessario che ogni procedimento disciplinare venga avviato attraverso una contestazione degli addebiti, con l'invito a produrre le giustificazioni entro un termine, che normalmente è fissato in 10 giorni dal ricevimento della contestazione.

Il dipendente ha diritto a farsi assistere nel corso dei procedimenti che si svolgono davanti a commissioni di disciplina da un legale o da un rappresentante sindacale.

 

I ricorsi

Avverso i provvedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinari da parte del Dirigente Scolastico è ammesso ricorso amministrativo al Ministro della Pubblica Istruzione, che decide su parere conforme del competente Consiglio per il contenzioso del CNPI. Il contratto quadro in materia di conciliazione ed arbitrato ha previsto, oltre alla facoltà di devolvere la questione ad un arbitro scelto di comune accordo tra le parti che decide con proprio lodo definitivo, la possibilità, in via transitoria, di un'impugnativa delle sanzioni disciplinari dinanzi ad un collegio arbitrale costituito presso i CSA. Altra forma di contenzioso può essere sollevata, previo esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione, al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.

 

La riabilitazione

trascorsi due anni dalla data con cui fu inflitta la sanzione disciplinare, il dipendente può chiedere che siano resi nulli gli effetti della sanzione, esclusa ogni efficacia retroattiva. Nel caso sia stata inflitta la sanzione della sospensione di sei mesi con successiva utilizzazione in compiti diversi, la riabilitazione può essere richiesta soltanto dopo che siano trascorsi cinque anni dalla data del provvedimento.

 

IL PERSONALE ATA

Per il personale ATA, il contratto ha definito un sistema disciplinare collegato ad una dettagliata individuazione dei doveri.

Le sanzioni vigenti dal 4 agosto 1995, e confermate, con alcune integrazioni e modifiche, dal vigente CCNL del 24 luglio 2003, sono le seguenti:

a. rimprovero verbale

b. rimprovero scritto

c. multa per importo variabile fino ad un massimo di 4 ore di retribuzione

d. sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a 10 giorni;

e. licenziamento con preavviso;

f. licenziamento senza preavviso.

Il rimprovero verbale, il rimprovero scritto e la multa sono inflitti dal Dirigente Scolastico.

La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni, il licenziamento con preavviso e il licenziamento senza preavviso sono inflitti dal Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale.

Nessun provvedimento disciplinare, fatto salvo il rimprovero verbale, può essere adottato senza previa contestazione scritta degli addebiti da effettuarsi nel termine di 20 giorni dalla conoscenza del fatto da parte dell'organo competente. Il dipendente deve essere sentito a sua difesa – mediante convocazione scritta da effettuarsi non prima di 5 giorni lavorativi dalla contestazione – con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o alla quale conferisce apposito mandato.

Al dipendente o, su espressa delega, al suo difensore, è consentito l'accesso a tutti gli atti istruttori riguardanti il procedimento a suo carico.

Il procedimento disciplinare deve concludersi entro 120 giorni dalla data di contestazione dell'addebito. Qualora non sia stato portato a termine entro tale data il procedimento si estingue.

Avverso la sanzione disciplinare è possibile proporre ricorso entro 20 giorni all'apposita Commissione di disciplina, ove costituita, presso i CSA di competenza. In ogni caso è proponibile ricorso al giudice del lavoro o all'arbitro unico, previo esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione.

 


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